Gli astronomi hanno osservato direttamente la formazione di un giovane sistema solare, uno sguardo raro alle prime fasi dello sviluppo planetario. La stella, denominata WISPIT 2, ha appena 5 milioni di anni – un batter d’occhio in termini cosmici – e ospita già almeno due pianeti giganti gassosi che si stanno ancora attivamente formando all’interno del suo vorticoso disco di polvere e gas.
Una rara opportunità di studiare la nascita planetaria
Per decenni, la maggior parte delle scoperte di esopianeti si sono basate su metodi indiretti : rilevamento dei pianeti tramite la loro attrazione gravitazionale sulle stelle o l’oscuramento della luce stellare mentre passano davanti al loro ospite. WISPIT 2 è diverso. Gli astronomi possono effettivamente vedere i pianeti stessi, utilizzando potenti telescopi come il Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe, e studiare la luce che emettono. Questa osservazione diretta fornisce dati preziosi per comprendere come nascono i sistemi planetari, compreso il nostro.
Due giganti in divenire
Il primo pianeta del sistema WISPIT 2, WISPIT 2b, era stato precedentemente confermato. Ora è stato identificato un secondo pianeta, ancora più grande: WISPIT 2c. WISPIT 2b è già cinque volte più massiccio di Giove, mentre WISPIT 2c ne raddoppia le dimensioni. Entrambi orbitano a distanze considerevoli dalla loro stella, ben oltre la posizione della Terra nel nostro sistema solare.
La presenza di due giganti gassosi che si formano simultaneamente suggerisce che i sistemi planetari possano svilupparsi in parallelo, piuttosto che in sequenza, come si pensava in precedenza. Come ha affermato Frank Eisenhauer, responsabile del progetto dello strumento GRAVITY+, “Ciò dimostra che i sistemi planetari non si sviluppano uno dopo l’altro, ma in parallelo, proprio come faceva una volta il nostro sistema solare”.
Prove dal disco
Il disco circostante del sistema WISPIT 2 è contrassegnato da anelli luminosi e spazi scuri. Queste caratteristiche sono coerenti con la formazione dei pianeti: man mano che i pianeti crescono, eliminano il materiale nei loro percorsi orbitali, creando le strutture osservate. I ricercatori ritengono che altri pianeti potrebbero ancora formarsi all’interno del disco, incluso potenzialmente un mondo della massa di Saturno che ritaglia uno spazio più piccolo.
Perché è importante
La scoperta è significativa perché fornisce un caso di studio in tempo reale sulla formazione planetaria. Lo studio di WISPIT 2 consente agli scienziati di testare le teorie su come i giganti gassosi crescono e modellano i loro ambienti, fornendo loro una visione migliore delle origini del nostro sistema solare.
L’osservazione supporta anche l’idea che certe distanze dalle stelle potrebbero essere più favorevoli alla crescita di pianeti massicci, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questa ipotesi. Le future osservazioni con i telescopi di prossima generazione seguiranno le orbite dei pianeti, analizzeranno le loro atmosfere e monitoreranno i cambiamenti nel disco circostante, promettendo una comprensione ancora più profonda di questo sistema dinamico.
L’osservazione diretta dei pianeti in formazione è incredibilmente rara, ma WISPIT 2 offre un’opportunità senza precedenti di assistere alla nascita di un sistema solare in azione.


























