Il telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA ha catturato la drammatica disgregazione della cometa C/2025 K1 (ATLAS), un evento raro che fornisce informazioni cruciali su come le comete si disintegrano sotto l’estremo calore solare. Questa non è solo un’altra osservazione spaziale; è uno sguardo sulla fragile natura di questi corpi ghiacciati e sul perché alcuni cadono a pezzi mentre altri sopravvivono agli incontri ravvicinati con il Sole.
Scoperta inaspettata
L’osservazione è stata fortuita. Originariamente previsto per studiare una cometa diversa, i ricercatori hanno cambiato obiettivo a causa di vincoli tecnici. “A volte la scienza migliore nasce per caso”, spiega il professor John Noonan della Auburn University, coautore dello studio. Il team ha assistito rapidamente alla frammentazione della cometa pochi giorni dopo il suo massimo avvicinamento al Sole, un tempismo senza precedenti per una visione ad così alta risoluzione.
L’avvicinarsi della cometa
C/2025 K1 (ATLAS) ha raggiunto il perielio – il punto di massimo avvicinamento al Sole – l’8 ottobre 2025, a soli 0,33 UA (circa un terzo della distanza tra la Terra e il Sole). Questa estrema vicinanza sottopone le comete a un intenso riscaldamento e stress. In pochi giorni, Hubble risolse cinque frammenti distinti, rivelando un nucleo in fase di disgregazione.
“Mai prima d’ora Hubble aveva catturato una cometa in frammentazione così vicino al momento in cui si disintegrò. Nella maggior parte dei casi, avviene da qualche settimana a un mese dopo. E in questo caso, siamo riusciti a vederla pochi giorni dopo.” — Professore John Noonan
Perché le comete si dividono
L’osservazione suggerisce che la frammentazione potrebbe essere collegata alla formazione di uno strato di polvere sulla superficie della cometa, che viene poi espulso dal gas in fuga. Questo processo evidenzia la fisica in gioco quando le comete si avvicinano al Sole. Le comete di lungo periodo, come C/2025 K1 (ATLAS), sembrano essere più suscettibili alla frammentazione rispetto alle loro controparti di breve periodo, anche se le ragioni sottostanti rimangono poco chiare.
Le missioni future ne trarranno beneficio
I risultati informeranno le missioni future, in particolare il lancio del Comet Interceptor dell’ESA, previsto per la fine di questo decennio. Questa missione sarà la prima a intercettare una cometa di lungo periodo e i dati provenienti da C/2025 K1 (ATLAS) aiuteranno gli scienziati a comprendere i meccanismi di frammentazione e a selezionare obiettivi ottimali.
Attualmente, i frammenti di C/2025 K1 (ATLAS) si trovano a circa 400 milioni di chilometri dalla Terra e, spostandosi dal Sistema Solare, difficilmente torneranno. Lo studio, pubblicato su Icarus il 6 febbraio 2026, rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione della dinamica dei nuclei cometari.
Questa osservazione sottolinea che le comete non sono solo reliquie congelate del primo Sistema Solare, ma corpi dinamici che possono cambiare radicalmente se esposti all’intensa energia del Sole. La disgregazione in tempo reale di C/2025 K1 (ATLAS) offre una rara opportunità di studiare questi processi in azione, affinando la nostra comprensione del destino delle comete di lungo periodo.
























