Mike Morgan, una figura fondamentale nel settore dell’assistenza sanitaria respiratoria nel Regno Unito, è morto all’età di 75 anni. Per oltre tre decenni, ha trasformato il panorama dei servizi respiratori a Leicester e oltre, difendendo il campo sia a livello locale che nazionale. Il suo lavoro ha assicurato che la medicina respiratoria ricevesse il risalto che meritava all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, culminando con la sua inclusione nel piano sanitario a lungo termine del 2019.
Prime sfide e innovazione
Quando Morgan iniziò la sua carriera come consulente medico respiratorio presso il Glenfield Hospital nel 1988, la specialità era gravemente sottofinanziata e con personale insufficiente. Insieme a due colleghi, ha affrontato l’impatto diffuso di malattie come la BPCO, che causavano una dispnea debilitante e contribuivano a un alto tasso di mortalità.
Morgan ha riconosciuto la necessità fondamentale di un trattamento proattivo, in particolare della riabilitazione polmonare. Lui e la fisioterapista Sally Singh hanno aperto la strada a un “test incrementale di camminata con la navetta” per valutare la forma fisica del paziente. Ciò ha portato allo sviluppo di un programma riabilitativo completo che combina esercizio fisico, gestione dello stile di vita ed educazione alla malattia, documentato nella loro influente pubblicazione del 1998, Practical Pulmonary Rehabilitation.
Superare lo scetticismo e stabilire degli standard
Inizialmente, la difesa di Morgan a favore della terapia fisica ha incontrato lo scetticismo di alcuni professionisti medici. Tuttavia, attraverso rigorosi programmi di audit nazionali (ora parte del National Respiratory Audit Program) e ricerche basate sull’evidenza, ne ha dimostrato l’efficacia. La riabilitazione polmonare è diventata un trattamento standard in tutto il Regno Unito e si è estesa a nazioni a basso e medio reddito come l’India e l’Uganda.
L’impatto di Morgan si è esteso oltre la pratica clinica. Nel 2000, ha co-fondato il Leicester Institute for Lung Health, colmando il divario tra ricerca accademica e applicazione clinica. L’istituto ha attirato finanziamenti per oltre 100 milioni di sterline, ha pubblicato oltre 700 articoli ed è cresciuto fino a diventare uno dei centri di ricerca respiratoria leader a livello mondiale, specializzato in BPCO e asma.
Leadership e riconoscimento nazionali
Nel 2016, Morgan è diventato presidente della British Thoracic Society, consolidando ulteriormente la sua influenza. È stato insignito della medaglia della società nel 2019 per il suo contributo a vita alla medicina respiratoria. La sua leadership ha assicurato che le malattie respiratorie, storicamente trascurate, ricevessero maggiore attenzione e risorse.
Vita personale ed eredità
Nato a Ealing, West London, da Leslie e Georgina Morgan, Mike ha studiato medicina a Cambridge e all’University College di Londra. Sposò Clare Derrington, un’anestesista, e ebbe due figli, Charlie e Theo. Nonostante l’interesse iniziale per la geriatria, è stato ispirato a specializzarsi in medicina respiratoria dopo aver lavorato con Martin McNicol al Central Middlesex Hospital.
Morgan ha continuato ad allenarsi fino all’età di 70 anni, anche durante la pandemia COVID-19, prima di ritirarsi nel 2022. È rimasto un appassionato di rugby per tutta la vita e si è divertito a navigare.
Il lavoro di Mike Morgan ha rimodellato radicalmente l’assistenza respiratoria nel Regno Unito, trasformandola da un campo trascurato in una specialità ben riconosciuta con trattamenti basati sull’evidenza e una fiorente base di ricerca. La sua eredità continuerà a portare benefici ai pazienti per le generazioni a venire.


























