Prima evacuazione medica dalla Stazione Spaziale Internazionale

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Per la prima volta nei 24 anni di storia di continua presenza umana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), gli astronauti torneranno presto sulla Terra a causa di un problema medico che colpisce uno dei membri dell’equipaggio. La NASA ha confermato giovedì che i quattro astronauti della missione Crew-11 di SpaceX partiranno prima del previsto, segnando un evento significativo, anche se non inaspettato, nella storia del volo spaziale.

La prima emergenza sanitaria in orbita

La decisione di riportare a casa l’equipaggio in anticipo deriva da un problema di salute che non può essere adeguatamente affrontato mentre si è in orbita. Secondo i funzionari della NASA, l’astronauta colpito è attualmente stabile, ma l’ISS non dispone delle necessarie capacità diagnostiche e terapeutiche per la condizione.

“La capacità di diagnosticare e trattare adeguatamente questo problema non si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale”, ha spiegato l’amministratore della NASA Jared Isaacman, evidenziando i limiti logistici delle missioni spaziali di lunga durata.

Non si tratta di una deorbita di emergenza improvvisa, poiché la NASA mantiene protocolli completi di ritorno di emergenza. Tuttavia, le circostanze richiedono un ritorno più rapido del previsto.

Crew-11 e la transizione imminente

La missione Crew-11 comprende gli astronauti della NASA Zena Cardman e Michael Fincke, la giapponese Kimiya Yui e Oleg Platonov di Roscosmos. Il team è stato lanciato nell’agosto 2025 e si stava avvicinando alla fine del suo soggiorno di sei mesi quando mercoledì è emerso il problema medico, che ha portato al rinvio di una passeggiata spaziale programmata.

La NASA non ha rivelato l’identità dell’astronauta o la natura specifica della malattia, citando la privacy. Il dottor James Polk, direttore sanitario della NASA, ha chiarito che la condizione non è correlata alle attività operative ed è piuttosto una conseguenza delle difficoltà di diagnosticare problemi medici in condizioni di microgravità.

Una eventualità prevedibile

Sebbene senza precedenti, questa situazione era statisticamente prevedibile. La NASA stima che le evacuazioni mediche dovrebbero avvenire all’incirca ogni tre anni, dati i rischi intrinseci dei viaggi spaziali di lunga durata. I tempi sono relativamente convenienti, dato che il lancio di Crew-12 è previsto per metà febbraio, garantendo una lacuna minima nel personale della ISS.

Operazioni della stazione durante la transizione

Dopo la partenza del Crew-11, la ISS opererà temporaneamente con un equipaggio ridotto di tre persone: Christopher Williams della NASA e i cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikayev. Williams sarà l’unico astronauta americano a bordo durante questo periodo, ma la NASA assicura che è completamente addestrato per mantenere le operazioni con il supporto del controllo a terra.

L’agenzia sottolinea che l’Iss continuerà la sua ricerca scientifica senza interruzioni, nonostante l’adeguamento temporaneo del personale.

Il ritorno accelerato di Crew-11 sottolinea la realtà del volo spaziale umano. Sebbene l’esplorazione spaziale si spinga oltre i confini, richiede anche il riconoscimento e la preparazione per le emergenze mediche. Questo evento serve a ricordare che anche negli ambienti più controllati, la salute umana rimane una preoccupazione primaria.