Il riscaldamento moderato può innescare eventi meteorologici estremi, secondo nuovi studi

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Ricerche recenti indicano che anche un riscaldamento globale moderato – circa 3,6 gradi Fahrenheit (2 gradi Celsius) sopra i livelli preindustriali – potrebbe innescare eventi meteorologici pericolosi con una frequenza precedentemente associata ad aumenti della temperatura molto più elevati. Ciò significa che inondazioni mortali, siccità catastrofiche e incendi devastanti potrebbero diventare più comuni prima del previsto, anche se il riscaldamento globale è “limitato” a quello che una volta era considerato uno scenario moderato.

Il problema delle medie

Lo studio, pubblicato su Nature, sfida l’approccio convenzionale di fare affidamento sui risultati medi dei modelli climatici. I ricercatori hanno riesaminato gli stessi modelli utilizzati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), ma invece di calcolare la media dei risultati di tutti i 50 modelli, hanno analizzato ciascun modello in modo indipendente. Ciò ha rivelato una gamma più ampia di possibili risultati rispetto a quelli generalmente riportati, esponendo il potenziale di impatti estremi anche a livelli di riscaldamento più bassi.

Vulnerabilità specifiche del settore

Il team si è concentrato su tre settori critici: aree densamente popolate (soggette a inondazioni), principali regioni produttrici di raccolti (vulnerabili alla siccità) e foreste (a rischio di incendi). I risultati mostrano che con un riscaldamento inferiore a 3,6° F, gli eventi climatici in ciascun settore possono variare drasticamente in intensità, con alcuni modelli che prevedono risultati gravi o peggiori di quelli previsti con un riscaldamento di 3,4° C (5,4° F) o 4° C (7,2° F).

  • Inondazioni: nelle città potrebbero verificarsi aumenti delle precipitazioni dal 4% al 15%, superando le aspettative tipiche di un riscaldamento di 5,4°F, soprattutto in India e Africa occidentale. La limitata capacità di drenaggio rende le aree urbane particolarmente vulnerabili.
  • Siccità: Circa un modello su quattro prevede che i periodi di siccità con un riscaldamento inferiore a 3,6°F potrebbero essere altrettanto gravi o peggiori di quelli previsti con un riscaldamento di 7,2°F. Il subcontinente indiano, l’Asia orientale e parti del Nord e del Sud America sono tra le regioni più a rischio.
  • Incendi boschivi: in circa il 20% dei modelli, le condizioni meteorologiche che causano incendi con un riscaldamento di 3,6°F potrebbero essere estreme quanto quelle previste per un riscaldamento di 5,4°F. Le foreste critiche per il deposito di carbonio in Canada, Africa e alcune parti della Russia sono particolarmente vulnerabili.

Incertezza e adattamento

Lo studio riconosce una bassa probabilità che si verifichino questi scenari peggiori, ma sottolinea che non possono essere ignorati. Ignorarli significherebbe non pianificare le conseguenze che potrebbero essere devastanti. Gli autori avvertono che concentrarsi esclusivamente sui risultati probabili o sulle medie dei modelli può creare un falso senso di sicurezza.

“Concentrarsi solo sui risultati più probabili o sulle medie dei modelli può creare un falso senso di sicurezza riguardo al riscaldamento globale moderato”, afferma l’autore principale dello studio Emanuele Bevacqua. “Allo stesso tempo, la plausibilità dei risultati estremi dovrebbe essere valutata attentamente.”

I risultati rafforzano l’urgenza di limitare il riscaldamento ben al di sotto dei 2°C (3,6°F) ed evidenziano la necessità di esaminare scenari estremi nel caso in cui si materializzino. Sebbene la mitigazione attraverso migliori politiche idriche possa essere d’aiuto in alcune regioni, i modelli climatici potrebbero anche trascurare fattori sconosciuti. Il mondo reale potrebbe riservare spiacevoli sorprese.

Questo studio sottolinea che anche livelli di riscaldamento apparentemente moderati comportano rischi sostanziali. La gamma di risultati potenziali richiede un approccio più cauto e globale alla pianificazione dell’adattamento climatico.