La Corte Suprema non si è limitata a far pendere la bilancia. Nel caso Louisiana v. Callais dello scorso aprile hanno smantellato la spina dorsale della legge sul diritto di voto del 1965. Gli Stati non possono più tenere conto della razza nelle mappe di riorganizzazione. Sembra legale, addirittura arido, ma l’impatto è immediato. Caotico.
Gli stati del sud si stanno muovendo velocemente. Tennessee, Alabama: hanno già iniziato a cancellare i distretti a maggioranza nera. Il risultato è un disastro in vista delle elezioni di medio termine. Kai Wright incontra Stacey Abrams per analizzare le conseguenze.
Abrams non è estraneo alla routine. Ex leader della minoranza della Georgia House, ora implacabile attivista per i diritti di voto, vede chiaramente il consiglio. Lei definisce questa mossa “malvagia”.
Non “sfortunato”. Non “riguardante”. Malvagio.
Lei sostiene che la strategia è semplice. Comunità di frattura. Spargi i semi del potere politico.
“Il nostro compito è crescere.”
C’è altro da dire oltre a questo? La mappa è disegnata per escludere. La risposta è espandersi. Coinvolgere più elettori nella macchina della democrazia nonostante gli ingranaggi rotti. Abrams ritiene che la strada da percorrere non passi attraverso manovre legali che non sono più disponibili, ma attraverso il puro volume. Partecipazione.
Lei pensa che il sistema sia truccato contro la coesione. La corte dice di distogliere lo sguardo dalla razza. Gli Stati dicono quindi distogliere lo sguardo dal potere. Abrams dice di guardare la scheda elettorale.
È una porta aperta, quasi chiusa adesso, ma lei sta entrando comunque. I semi sono sparsi, certo. Ma le radici trovano crepe.
“Hanno comunità fratturate… noi cresceremo.”
